www.csbvormsi.it

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Tutti gli articoli Elle Malle: Ottobre 2006, considerazioni e fatti

Elle Malle: Ottobre 2006, considerazioni e fatti

E-mail Stampa PDF

ELLE MALLE: OTTOBRE 2006, CONSIDERAZIONI E FATTI

20 Ottobre 2006: nell'accogliente "Pensionat Elle Malle" , per la prima volta si sono incontrati a Vormsi un buon gruppo di beccacciai alcuni soci altri no del C.d.B.: ben 8 contemporanee presenze più un ricercatore genovese allievo dei nostri Professori Spanò e Loris Galli. Festoso ed intenso incontro che subito si è concretizzato con una accurata pianificazione a tavolino del territorio da dividerci all'indomani.
Il programma era: avere una idea complessiva di buona parte dell'isola.
Ognuno con i propri cani, ci siamo divisi le zone ritrovandoci poi di tanto in tanto facendo tesoro dei consigli dati da Panzacchi e di Spanò che da cinque giorni già si stava godendo l'isola con cani ed amici. 
Da Nord a Sud da Est ad Ovest attraverso boschi e paludi abbiamo attraversato buona parte del Santuario consentendoci così di azzardare alcune considerazioni. Se si considera poi che di notte eravamo ancora al lavoro nelle ampie radure individuate di giorno alla ricerca di becche da inanellare, il lavoro non è mancato. Naturalmente lavoro entusiasmante anche perché condotto affianco di alcuni tra i più esperti naturalisti e studiosi dello scolopacide oggi sulla breccia…ed il risultato c'è stato.
Negli intervalli tra racconti, barzellette, bevute di "antigelo" bolognese di Panzacchi, ottime zuppe e carni e dolci locali fatti dalla cordialissima Signora Elle, il buon umore non è mai mancato ed è stato notte e giorno sovrano nostro compagno.
Unico grosso dispiacere è stata la assenza più che giustificata per quest'anno, del nostro GRANDE MARCO PANZ, indubbiamente il nostro miglior conoscitore dell'isola e delle Repubbliche Baltiche in generale: con le sue conoscenze maturate in settimane di permanenze sull'isola a volte da solo con il suo ottimo pointer Alarico (altro grande conoscitore dell'isola!),avremmo potuto ottenere risultati ancora migliori ma…accontentiamoci!
I Setters irlandesi dei genovesi, i setters inglesi della Trabaltana di Bravaccini e Moretti, i pointers Accipitris di Pellegrini e miei, si sono goduti ore di utilissima formazione in uno dei più grandiosi e "buoni" angoli d'Europa: tante ferme foto e riprese che resteranno per sempre nei nostri cuori.

L' isola di Vormsi a chi come me la calcava per la prima volta, è un susseguirsi di boschi misti e radure in parte pascolate: purtroppo ci è sembrato (così osservava Pellegrini alla sua seconda esperienza in quei luoghi) che gli animali bradi siano in diminuzione e così l'erba è a volte un po' folta ed alta ma questo potrebbe essere dovuto maggiormente alla stagione calda e secca di quest'anno. Persate che le scorte d'acqua per i pochi abitanti e per noi turisti erano assai scarse e si doveva bere acqua minerale. I venti imperanti da sud hanno stabilizzato le temperature tra i 7 e i 14 gradi, ritardando lo spostamento e l'arrivo di tutti i migratori: Spanò e C. hanno però goduto nei primi giorni di oche ed anatre in transito veloce lungo le consuete rotte.
La cena teutonicamente alle 19 ci trovava già pronti al lavoro di cattura e inanellamento con fari, torce, batterie di scorta, anellini, retino genovese-francese e guadino bolognese, cineprese, reflex e con una rigorosa distribuzione dei ruoli dopo meticolose prove sulle attrezzature e dei movimenti fatte al tramonto.
Il nostro Presidente al ruolo più difficile e tecnico del faro coadiuvato e poi sostituito da Pellegrini (non certo per demerito ma per affaticamento visivo dopo ore di concentrazione nel buio), giovani genovesi (Michele e il dr. Marco Spanò) al faticoso e determinante ruolo del retino, Franco alle riprese e il dott.Biancardi anche di notte al seguito per il campionamento del terreno con vanga e setaccio, provette e formalina. 
Le becche in pastura notturna c'erano!! ma… non è poi così facile catturarle! Almeno 10 frulli nella notte nella mitica radura di Fellerna: erano davanti ai nostri piedi nell'erbetta pascolata ma difficili da individuare e fermare con il retino pur con le massime attenzioni di tutti. Potete ben immaginare la indescrivibile gioia e l'euforia al momento della prima cattura: le ferme mani chirurgiche di Pellegrini son sembrate a tutti leggermente tremanti al momento in cui ha serrato l'anello alla zampetta della 1a becca inanellata dal Club della beccaccia!
Il comprensibile vocio associato ai flash e alla lunga ricucitura della rete strappatasi nella manovra della cattura, hanno determinato l'insospettirsi delle beccacce residue nel prato e praticamente la nostra esperienza di inanellamento è finita lì.

Vedere allontanarsi nel buio della notte quella beccaccia con suo-nostro anellino è stato l'unico attimo di silenzio nella nottata seguita da più brindisi in allegria!

Il Generale Fabio Franceschini





Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Aprile 2011 13:12